Cavaliere del Lavoro e ambasciatrice della filosofia glocal, essenziale per affrontare al meglio il 2025 con un progetto di innovazione a 360°, che appunto partendo dal nostro territorio declini le eccellenze che ci appartengono con uno spirito permeato di internazionalità.
Hai ottenuto il prestigioso riconoscimento di Cavaliere del Lavoro per il suo impegno sociale e nella difesa del Pianeta.
Che cosa significa questo riconoscimento per te? E per l’azienda La Scolca?
Ottenere questa prestigiosa nomina è motivo di grande orgoglio nonché un ulteriore stimolo per contribuire alla crescita de La Scolca come realtà imprenditoriale rappresentativa del territorio di Gavi con uno sguardo già al terzo millennio. È un vero onore per me rivestire il ruolo di ambasciatrice del vino tricolore, un risultato che non avrei raggiunto senza la professionalità del mio team e il supporto della mia famiglia, che da cinque generazioni guida La Scolca con passione. È con loro che voglio condividere questo risultato che ogni giorno ci porta a valorizzare il Made in Italy e soddisfare al meglio i consumatori di oggi e di domani.
Dal legame con il territorio del Gavi alla sostenibilità, sono questi i valori fondamentali per l’azienda. Ma a questi valori se sono aggiunti di altri?
Un must per La Scolca è di certo la famiglia, infatti da sempre mi impegno per conciliare il lavoro all’essere madre. Questo buon proposito si riflette sul benessere e sul rispetto dei principi etici nei confronti del mio team, per dare vita ad un modello di business sostenibile non solo sul versante di sostenibilità ambientale ma anche su quelli di sostenibilità sociale ed economica.
Quanto è importante secondo te che una cantina prestigiosa come la sua diventi oggi un polo culturale? Non soltanto un luogo di produzione e degustazione, ma anche un luogo di cultura e arte dove gli appassionati di vino possano apprezzare opere d’arte, incontri, dibattiti?
In Italia, più che altrove, il vino risulta essere un’espressione di cultura. Ritengo quindi quasi automatico il fatto di sposare la propria produzione a contesti fortemente connessi ad arte e cultura. Ed è una strada che va percorsa in entrambi i sensi; non a caso sempre più di frequente vediamo il vino inserito in ambiti importanti come musei, mostre, allestimenti.
Non solo arte, ma anche lifestyle. Da sempre la filosofia che la cantina La Scolca persegue è quella di promuovere uno stile di vita consapevole che parte dalla passione per il proprio territorio e arriva alla scelta del bere consapevole, senza trascurare il benessere dell’ambiente. Qual è il futuro del mondo del vino?
Proprio di recente, in una serata a Roma si è discusso su quanto sia necessario agire locale ma pensando all’internazionalizzazione, il che significa valorizzare le eccellenze del nostro territorio, investire nell’hospitality, spingendo lo sguardo oltre i confini nazionali.
Una filosofia quella glocal, essenziale per affrontare al meglio il 2025 con un progetto di innovazione a 360°, che appunto partendo dal nostro territorio declini le eccellenze che ci appartengono con uno spirito permeato di internazionalità.
Il primo obiettivo è rendere sempre più green il profilo dell’azienda, a livello di sostenibilità ambientale e sociale, esprimendo il legame con il territorio come elemento identitario dell’azienda.
Il tutto utilizzando come driver il nostro essere convintamente e orgogliosamente espressione del Made in Italy, simbolo riconosciuto di un lifestyle di altissimo profilo. Tutto questo ci porta inevitabilmente alle nostre strategie di internazionalizzazione per consolidare La Scolca sui mercati classici e posizionarsi sui Paesi emergenti come Kazakistan, Centro America e Turchia, dove cresce sempre di più l’interesse per i vini pre-mium tricolore.
Sono stati lanciati nuovi vini ultimamente?
Un nuovo progetto è stato presentato al Vinitaly 2023 e ha visto nascere un vino bianco Low Alcohol e Low Calories, certificato sostenibile ed interamente con packaging recycled con partner del progetto Nomacorc e Sanfaustino.
Un messaggio che Chiara Soldati si sente di dare ai fedeli appassionati di vino che scelgono La Scolca?
Semplicemente quello di continuare a premiare i nostri sforzi e di diventare i nostri ambasciatori.

