C’è un vino che in Puglia non ha bisogno di presentazioni. È rosa, che non è sinonimo di delicato. Ha il profumo della terra e del mare, il corpo dei vitigni antichi, e una leggerezza solo apparente. È il rosato. E da ventisette anni è il cuore pulsante di una manifestazione che celebra il vino come cultura, come identità, come esperienza condivisa.
Dal 25 al 27 luglio, Rosati in Terra di Rosati torna a Lecce, nella cornice storica del Convitto Palmieri, con un programma che unisce degustazioni, masterclass, talk, show cooking, convegni e incontri con i produttori. L’evento è ideato da Francesco Nacci, chef e imprenditore gastronomico, e promosso dall’associazione Buona Puglia – Gusto da visitare, in collaborazione con Gambero Rosso – Città del Gusto Lecce, AIS Puglia e Le Donne del Vino Puglia, con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Lecce e della Provincia di Lecce.
Il rosato come racconto identitario
In Salento, il rosato non è una semplice alternativa enologica: è un simbolo. Un vino che nasce da vitigni autoctoni e riflette il carattere stesso della Puglia: solare, accogliente, autentica. Lo ha ricordato il presidente di Buona Puglia, Francesco Nacci, sottolineando come proprio il rosato sia da oltre vent’anni “un baluardo comunicativo del grande vino pugliese”, capace di distinguersi nel panorama nazionale e internazionale.
A fargli eco, l’assessore alle attività produttive del Comune di Lecce, Maria Gabriella Margiotta, che ha ribadito come questi eventi rappresentino un’occasione per valorizzare la produzione enogastronomica locale, ma anche per promuovere la città e la sua vocazione all’accoglienza.

Un programma che parla di territorio
A dare sostanza al racconto, tre giornate dense di contenuti.
Si parte il 25 luglio con il convegno “Il Rosato di Puglia”, un momento di confronto tecnico e strategico con la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore regionale Donato Pentassuglia, della presidente del Comité Européen des Enterprises Vins Marzia Varvaglione, della vice presidente nazionale Donne del Vino Marianna Cardone, e della responsabile Gambero Rosso Academy Lecce Fiorella Perrone.
A seguire, due masterclass guidate da Carmine Galasso, miglior sommelier AIS Puglia 2023 (25 e 26 luglio, ore 20), dedicate alle “Bollicine Rosate di Puglia: tra uva e mare”, e una terza masterclass curata da Titti Dell’Erba per Le Donne del Vino Puglia (domenica 28 luglio), con nove etichette selezionate che attraversano l’intera regione, dal Gargano al Salento. Come ha sottolineato la stessa Dell’Erba, si tratta di un viaggio sensoriale e territoriale che racconta la Puglia attraverso il talento e la visione delle produttrici.
Due i talk serali (26 e 27 luglio, ore 19:30), in dialogo con i linguaggi contemporanei della gastronomia e della mixology. Si parlerà di ristorazione del futuro con Alessandro Graziano (Irpinia Mood) e lo chef Domingo Iudice, e di cocktail d’autore con il bartender Paolo Scialpi, il giornalista Nick Di Fino e Michele Manca (Sartoria degli Spiriti).
Cento rosati, cento chef, un evento che è un viaggio
Nel chiostro del Convitto, ogni sera sarà possibile degustare oltre 100 rosati pugliesi, suddivisi in nove categorie vitivinicole (Negroamaro, Primitivo, Susumaniello, Bombino Nero, Uva di Troia ecc.), con l’accompagnamento dei sommelier AIS. A scegliere i migliori una giuria tecnica composta da esperti e giornalisti, ma anche il pubblico, chiamato a votare il proprio rosato preferito.
In abbinamento, le creazioni di 100 tra chef, cuochi e pizzaioli, che si alterneranno ogni sera: Giovanni Cifarelli, Leonardo D’Ingeo, Dino Perrone, Celso Laforgia, Fabiano Viva, Cristian Taurisano, Tiziana Parlangeli, accanto a maestri dell’arte bianca come Mirko Maglio e Marco Cacace, presenti con un corner pizza firmato Ego Festival.
Dai produttori alla grande cucina, passando per l’olio e i mercatini
Ad arricchire il programma, il Mercatino dei Produttori del Buona Puglia Food Festival, l’Oil Bar per le degustazioni di extravergine, e una proposta gastronomica ampia e modulabile con ticket dedicati. Un’esperienza diffusa che si muove tra ricerca, stagionalità e convivialità, nel segno delle filiere locali.
Come ha osservato Fiorella Perrone, la manifestazione è anche il frutto di un sistema virtuoso di collaborazione pubblico-privato, capace di generare valore culturale e promozione intelligente del territorio.
Una chiusura d’autore
A concludere la tappa leccese, il 29 luglio, sarà la Cena di Gala “Tradizione e Stelle in Masseria”, un evento riservato a chi desidera vivere fino in fondo la narrazione di questa Puglia in rosa. Protagonisti, i dieci migliori chef della regione, in abbinamento ai rosati premiati durante la manifestazione.
Dopo la tappa leccese, Rosati in Terra di Rosati proseguirà il suo viaggio con il secondo appuntamento a Trani, dal 5 al 7 settembre, tra le mura dell’antico Monastero di Santa Maria di Colonna, per continuare a raccontare la Puglia del rosato in un’altra cornice di grande fascino.
Info su ticket e programma http://www.buonapuglia.it

