A Nociglia, in provincia di Lecce, il vino torna a parlare la lingua più antica: quella della comunità. Succede sabato 11 aprile, sotto i portici del Palazzo Baronale, dove dalle 18 prende forma una delle feste più identitarie del territorio, il “Palio dei Mieri” paesani.
Nel cuore del centro storico, in Piazza Ruggieri, la competizione – volutamente “semiseria” – tra i cantinieri locali diventa il pretesto per rimettere al centro un gesto antico: fare il vino in casa. A decretare il migliore sarà una giuria popolare, chiamata ad assegnare il simbolico “mezzo quinto” d’oro, premio che più che un riconoscimento è un piccolo rito collettivo.
Ma ridurre il Palio a una gara sarebbe limitante. Qui il vino è soprattutto un dispositivo sociale, un modo per riconoscersi, per raccontarsi attraverso pratiche che resistono al tempo. Ogni bottiglia porta con sé una storia familiare, un sapere tramandato, una relazione diretta con la terra. E così, tra un assaggio e l’altro, si compone una mappa affettiva del paese, fatta di mani, stagioni e memoria.

Intorno al vino, come accade nelle feste più riuscite, si costruisce un paesaggio di sapori che è insieme quotidiano e celebrativo: i pezzetti al sugo, il formaggio, la “subbrataula”. I portici del Palazzo Baronale si trasformano per una sera in una sorta di “puteca de mieru” contemporanea, dove il tempo sembra rallentare e la convivialità ritrova una sua misura autentica.
Il “Palio dei Mieri” è, in fondo, questo: un momento in cui la dimensione privata del fare diventa patrimonio condiviso. Un modo semplice e potente per dire che il vino, prima ancora di essere racconto o mercato, resta un fatto profondamente umano.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Terrikate, con il patrocinio del Comune di Nociglia e la collaborazione della Pro Loco Farnese. Per informazioni: 335 612 8241.

