Sul vino di Jamie Goode: un atlante ragionato per capire meglio l’universo del vino

Sul vino di Jamie Goode Edizioni Ampelos

Come si può rendere la complessità di un argomento vasto come quello del vino con leggerezza senza però rinunciare al rigore che la materia richiede? Ce lo mostra Jamie Goode, ancora una volta, con il suo Sul vino, per Edizioni Ampelos. Duecento pagine in cui Goode –  biologo di formazione, oggi editorialista settimanale del Sunday Express e contributor per diverse riviste, autore tra i più influenti della critica internazionale – ci restituisce tutta la complessità dell’universo enologico con onestà e rigore ma senza mai essere pedante.  

Sul vino è una raccolta di brevi saggi  – 42 per l’esattezza – che, messi insieme, compongono qualcosa di molto utile, quasi una sorta di bignami colto e consapevole dell’enologia e della viticoltura contemporanea. Ogni capitolo affronta un tema specifico, con chiarezza e solidità argomentativa, spesso mettendo in discussione luoghi comuni e certezze consolidate. Dai lieviti alle riduzioni, dal terroir al futuro dei fine wine, passando per alcol, prezzo, marketing e cambiamenti climatici: tutto trattato con lucidità, pensiero critico e una certa dose di umorismo britannico che alleggerisce senza mai banalizzare.

Jamie Goode Sul Vino
Jamie Goode,editorialista settimanale del Sunday Express, scrive per diverse riviste; è autore de Il vino perfetto per Edizioni Ampelos e di numerosi altri libri come The Science of Wine, I Taste Red; The Goode Guide to Wine: A Manifesto of Sorts; The New Viticulture; Regenerative Viticulture e coautore di Authentic Wine.

Le parole che mancano, le parole che servono

Tra i capitoli più emblematici vi sono quelli dedicati al linguaggio. Il vino ha bisogno di parole, scrive Goode, e lo fa con un tono insieme accorato e analitico. In un’epoca in cui la comunicazione è frammentata e il rumore prevale sul contenuto, trovare parole capaci di raccontare davvero il vino diventa un’urgenza culturale. Non si tratta solo di descrivere aromi o vitigni, ma di restituire complessità, storie, senso.  Scrivere di vino non è semplice: è una forma di interpretazione. Richiede umiltà, senso critico, e la volontà di non assecondare cliché. È, in fondo, una responsabilità.

Il vino ha bisogno di storie

Un capitolo brevissimo ma indispensabile, per chi prova a destreggiarsi nella comunicazione del vino, è L’importanza della storia. Goode ci ricorda, ancora una volta, che a rendere un vino memorabile spesso non è solo ciò che c’è nel bicchiere, ma ciò che portiamo nel bicchiere. Il racconto del luogo, delle persone, del tempo e delle scelte è parte integrante dell’esperienza. Senza questa dimensione narrativa, il vino perde profondità, emozione, umanità.

Il vino siamo noi


Una dimensione che non riguarda solo chi produce ma anche chi beve un vino. Una sfumatura questa che appare particolarmente intrigante. Ci sono vini che ci restano dentro, che diventano parte della nostra memoria affettiva, che si legano a un momento, a un volto, a un luogo. E non è solo una questione di gusto: è qualcosa che ha a che fare con il vivere, con il sentire, con la relazione.

Questa relazione, però, non può essere data per scontata. Nel capitolo La licenza sociale del vino, l’autore lancia un monito: il vino, oggi, deve (ri)guadagnarsi il suo posto nel mondo. In un’epoca attenta alla sostenibilità, alla salute e all’etica, il settore ha il dovere di comunicare meglio, di essere trasparente, coerente, responsabile. Il vino, se vuole continuare a essere cultura e non solo prodotto, deve ristabilire un nuovo rapporto di fiducia con la società.

Il lusso, tra apparenza e verità

Insomma, non si beve un calice di vino per necessità. E quindi, Goode prova a chiedersi cos’è davvero il lusso nel vino, smontando l’equazione prezzo = valore. Il vero lusso è il tempo, la cura, la storia. È la possibilità di bere qualcosa che racconta un pezzo di mondo e non solo un posizionamento di mercato. In Nessuno compra un Rolex per leggere l’ora il messaggio si fa ancora più chiaro: nel vino, come negli oggetti simbolici, ciò che conta è il significato che attribuiamo all’esperienza. Tutti noi partecipiamo a dinamiche simboliche, che lo vogliamo o no. Riconoscerlo è un atto di consapevolezza.

Sul vino non ha la pretesa di dare risposte definitive, piuttosto offre spunti e strumenti per pensare e ragionare meglio, per decodificare quell’universo complesso che è il vino. Una guida ragionata per chi cerca strumenti solidi per comprendere, raccontare e vivere il vino nella sua interezza.